Storia del Pianeta Terra

Il nostro viaggio inizia quasi cinque miliardi di anni fa quando ancora non c’era traccia del nostro bellissimo pianata, ma, c’era solo una stella appena nata: il nostro sole, circondata da rocce e polveri.

56Il nostro sole cinque miliardi di anni fa

 

Nel corso di milioni di anni la gravità ha ammassato queste rocce fino a formare la terra, uno degli oltre cento pianeti che orbitano intorno al sole.

formazione del pianeta terra-ammassamento di roccia e polveriFormazione del nostro pianeta

 

Agli inizi, sul nostro pianeta, sembrava di stare più “all’inferno” che a “casa”; la temperatura superava i mille e duecento gradi; non c’era aria, solo diossido di carbonio, azoto e vapore acqueo; la terra era così calda e così tossica che se ci fossimo avvicinati saremmo stati inceneriti o soffocati in pochi secondi. Il neonato pianeta era una sfera ribollente di roccia liquida; in pratica, non c’erano superfici solide, solo un infinito oceano di lava.

Formazione del pianeta terra-all'inizio appariva una distesa di lavaIl nostro pianeta come appariva all’inizio

 

Poi, un giorno, un giovane pianeta chiamato Teia (che aveva le dimensioni di Marte e viaggiava a circa quindici km al secondo), venti volte più veloce di un proiettile, entrò in collisione con la terra; l’onda d’urto si propagò per il pianeta e i due giovani pianeti si fusero; migliaia di miliardi di detriti vennero scagliati nello spazio. Nel giro di soli

Collisione del pianeta terra con TeiaCollisione della Terra con il Pianeta Teia

 

mille anni la gravità fece la sua magia trasformando il cumulo di detriti in un anello di roccia e polvere rossa calda larga più di tremila km; stavamo assistendo alla nascita della nostra luna.

Formazione della lunaFormazione della Luna

 

Per capire meglio come si è formato il nostro pianeta dobbiamo andare avanti nel tempo attraverso milioni di anni, quando la formazione del sistema solare ha scagliato milioni e milioni di meteoriti.

Meteoriti scagliati nello spazio-Formazione del pianeta terra (2)Meteoriti scagliati nello spazio

 

Sembra che questi missili letali contenessero gli ingredienti essenziali per la vita: sali minerali e acqua.

Formazione della terra-cristalli di sale e acqua presenti nei meteoriti (1)Cristalli contenenti sali minerali e acqua
presenti nei meteoriti

 

I meteoriti bombardarono il nostro pianeta per venti milioni di anni e la loro acqua si raccolse sulla terra ferma facendo abbassare la temperatura della superficie terrestre fino a settanta-ottanta gradi centigradi abbastanza per formare una crosta.

Formazione della terra

La terra, ora, sembrava più familiare, ma, ancora era un luogo pericoloso; il vento era forte quanto il peggiore uragano di oggi e le meghe tempeste venivano rese circolari dalla rapida rotazione del pianeta, inoltre, la luna, era così vicina alla terra che la sua gravità era spaventosa e creava immense maree che si ripercuotevano su tutta la superficie terrestre.

Luna vicino alla terraLuna vicino alla terra

 

tempesste - formazione della terra (2)

Tempeste

 

Con il passare del tempo la luna si allontanava, le onde si calmavano e il pianeta girava più lentamente.

allontanamento della luna dalla terraAllontanamento della luna

 

Settecento milioni di anni dopo la nascita del pianeta, l’acqua, fonte di vita, ne ricopriva la superficie; apparivano anche delle piccole isole vulcaniche derivate dal raffreddamento della lava che si faceva strada attraverso la crosta terrestre e risaliva attraverso l’oceano.

esplosioni vulcaniche (1)Esplosioni vulcaniche

 

Formazione del pianeta (16)Isolette vulcaniche

 

Queste isole in futuro si uniranno tra loro per formare i primi continenti. La giovanissima terra iniziava ad avere acqua e suolo e a somigliare al pianeta che oggi rappresenta la nostra casa, ma, l’atmosfera era ancora tossica e la temperatura rovente, niente poteva vivere qui. Si deve risalire a 3,8 miliardi di anni, quando i meteoriti, sono entrati in una nuova violenta fase; qualcosa distrusse le loro orbite facendoli dissolvere e i loro minerali (carbonio e proteine primordiali come gli aminoacidi) vennero trasportati dallo spazio fino al fondo dell’oceano; qui l’ambiente era buio, i raggi del sole non arrivavano ad oltre trecento metri di profondità e la temperatura era glaciale. L’acqua del mare filtrava dentro la crosta terrestre riscaldandosi e raccogliendo minerali e gas lungo la strada, questa potente miscela filtrava nell’ oceano creando delle “ciminiere sommerse” dalle quali uscivano i gas chimici.

piante presenti negli oceani che emanano gas chimichi (5)Piante presenti negli oceani che emanano
gas chimici

 

piante presenti negli oceani che emanano gas chimichi (6)Piante presenti negli oceani che emanano
gas chimici

 

Dunque, l’acqua degli oceani, tra i minerali dei meteoriti e le sostanze chimiche delle “ciminiere sommerse” era un brodo chimico. Non possiamo sapere come o quando, ma, in qualche modo, queste sostanze si unirono per creare la vita e si arrivò ad un punto in cui l’acqua fu piena di organismi microscopici chiamati batteri unicellulari; questi sono le prime forme di vita sulla terra.

batteri unicellulari (1)Batteri Unicellulari

 

Questo fu un momento cruciale nella formazione del pianeta, la vita microscopica era iniziata, ma poi, ancora una volta inspiegabilmente, per centinaia di milioni di anni, non cambiò niente; non c’era progresso; nessun passo avanti nell’evoluzione, le uniche forme di vita erano i batteri unicellulari. Per trovare vita più complessa dobbiamo viaggiare avanti nel tempo fino a 3,5 miliardi di anni fa dove, in un oceano poco profondo, sorgevano dal fondo delle “montagne”.

stramatolite (4)Stramatolite

 

Ognuna di queste “montagne” era un agglomerarsi di batteri viventi, una colonia chiamata stromatolite. Come per magia questi batteri trasformavano la luce del sole in cibo (questo processo, la fotosintesi, usava, ed usa tutt’oggi, l’energia della luce solare per trasformare diossido di carbonio e acqua in glucosio, una forma semplice di zucchero simile a quella che mettiamo nel caffè); questa trasformazione magica rilasciava un sottoprodotto, un gas chiamato ossigeno. Sott’acqua, le stromatoliti, riempirono lentamente gli oceani di ossigeno che trasformò, le tracce di ferro presenti nell’acqua, in ruggine, la quale cadde sul fondo dell’oceano formando depositi di roccia ricca di ferro (minerale usato oggi per costruire ponti, navi e grattacieli).

rugine che si deposita sul fondoRuggine che si deposita sul fondo

 

Al di sopra delle onde, l’ossigeno trasformava l’atmosfera. Queste stromatoliti crearono, dunque, l’elemento più importante per la vita sulla terra, senza di loro non sarebbe esistita alcuna forma di vita; quando respiriamo lo facciamo grazie a queste colonie di antichi batteri. Durante i prossimi due miliardi di anni i livelli di ossigeno continueranno a salire e, con il rallentamento della rotazione terrestre, i giorni si allungheranno. Stiamo scoprendo che ci vuole molto tempo per fare un pianeta. Tre miliardi dopo la nascita del pianeta, non c’era vita complessa; niente piante, né dinosauri, né umani, ma, la terra aveva qualcosa che nessun altro pianeta di questo sistema solare ha: una bellissima sfera blu punteggiata di isole vulcaniche.

isolette vulcaniche (4)Isolette Vulcaniche

 

Nel corso di milioni di anni, vedremo che qualcosa stava cambiando. Nascosta sotto l’oceano la crosta terrestre si era spezzata per formare immense placche; ancora più in profondità il nucleo della Terra era in piena attività; era più caldo della superficie del sole, così caldo che provocava movimenti nelle rocce e sotto la crosta; questi movimenti spostavano le placche intorno al globo trasportando gli oceani e le isole con sé.

movimenti della crosta terrestre (1)Movimenti della crosta terrestre

 

Nel corso di quattrocento milioni di anni prendeva forma un nuovo supercontinente chiamato Rodinia. Nelle acque poco profonde che circondavano Rodinia, le stromatoliti usavano la loro magia pompando ossigeno nell’atmosfera;

Rodinia (2)Rodinia

 

la temperatura era di trenta gradi; i giorni duravano diciotto ore, ma, per trovare la vita in questo posto, bisognava andare avanti nel tempo. Settecentocinquanta milioni di anni fa, una forza stava frantumando la crosta dalle profondità stesse del pianeta, era il calore che fuoriusciva dal nucleo fuso della terra deformando e indebolendo la crosta; centimetro dopo centimetro, anno dopo anno, il grande super continente si stava spezzando in due.

Spaccamento del Super continenteSpaccamento del Super continente

 

L’intensa attività geologica aveva dato vita a moltissimi vulcani che rilasciavano diossido di carbonio nell’atmosfera; ma, l’enorme quantità di diossido di carbonio nell’atmosfera (che si intrappolava anche nelle rocce grazie alle piogge acide) non bastava ad intrappolare il calore del sole intorno al pianeta; in poche migliaia di anni, la temperatura

attività vulcanica (4)Attività vulcanica

 

precipitò a circa cinquanta gradi sotto zero; fu l’inizio di una catastrofe; il ghiaccio si allargò dai poli e avanzò lentamente verso l’equatore; l’intero pianeta finì con l’essere imprigionato in una corazza di ghiaccio; era l’inizio di quello che, alcuni scienziati chiamano terra palla di neve; il periodo dell’era glaciale ritenuto il più lungo e freddo che abbia mai investito il pianeta.

Pianeta stretto nella morza del gelo - periodo palla di neveEra glaciale: Periodo “Palla di neve”

 

Ma non poteva durare per sempre, qualcosa doveva liberare la terra dalla sua prigione di ghiaccio. La superficie era ghiacciata, ma, il nucleo rimaneva più caldo della superficie del sole; i vulcani avevano continuato ad eruttare anche quando il mondo aveva iniziato a congelarsi, ma, adesso neanche il loro calore e la loro potenza riuscivano a scalfire il ghiaccio. I vulcani rilasciarono miliardi di tonnellate di diossido di carbonio e, prima del grande gelo, le rocce della terra avevano assorbito gran parte del diossido di carbonio, ma, ora, le rocce erano soffocate dal ghiaccio; non c’era, dunque, niente che poteva assorbire il gas che cominciò a riempire l’atmosfera; come una coperta intrappolò il calore del sole intorno al pianeta; le temperature salirono finché, dopo quindici milioni di anni, il ghiaccio cominciò a sciogliersi. Si ritiene che durante il periodo terra palla di neve il peso del ghiaccio aveva schiacciato la crosta e quando questa si sciolse, si risollevò; questo, creò fessure, punti deboli, che diedero origine ad altri vulcani; questi vulcani rilasciarono altro diossido di carbonio e fecero salire ancora di più la temperatura;

attività geologica (3)Attività geologica

 

lo scioglimento divenne sempre più veloce; i livelli di ossigeno salirono rapidamente; mediante una serie di reazioni chimiche il ghiaccio creò ossigeno. Mentre il pianeta era congelato, i raggi ultravioletti del sole avevano reagito con le molecole d’acqua nel ghiaccio producendo una sostanza ricca di ossigeno il perossido di idrogeno (la stessa acqua ossigenata che usiamo per schiarire i capelli) che, mentre il ghiaccio si scioglieva, si scindeva e rilasciava enormi quantità di ossigeno. La terra si stava risvegliando e adesso era diventata l’ambiente perfetto per la vita. Negli oceani si sviluppava la vita; erano presenti decine di migliaia di specie vegetali e di animali e dai batteri microscopici si passò ad una nuova generazione di organismi complessi multicellulari come la guigaxia una specie di mollusco con una strana armatura;

mollesco guigaxia (1)La guigaxia

 

poi a mostri veri e propri come l’anomalo caride, un predatore lungo circa 60 cm, con grandi occhi, denti affilati come rasoi e con le appendici prensili. Erano presenti anche i picaia: lunghi solo 5 cm, ma, provvisti della prima spina

l’anomalo caridel’anomalo caride

 

dorsale che, nel corso di milioni di anni, si evolverà in quella che ci consentirà a noi umani di rimanere eretti.

PicaiaI Picaia

 

Stiamo entrando in uno dei periodi più dinamici della storia della terra: Il cambriano; i livelli di ossigeno erano così alti che permettevano alle creature di aumentare le loro dimensioni e di sviluppare scheletri ossei; c’erano vermi, spugne, trilobiti e perfino scorpioni; l’avanzata della vita sembrava inarrestabile. Quattrocentosessanta milioni di anni fa le placche si spostavano ancora, al di sotto, giaceva un nuovo continente: Gonduana; la temperatura era di trenta gradi, i livelli di ossigeno erano vicini a quelli che abbiamo oggi; la terraferma doveva essere ricoperta di piante e

ganduana - terra in origine (1)Gonduana

 

brulicante di creature, ma, non c’era molto a parte qualche chiazza di alghe. C’era solo una spiegazione a tutto ciò: il sole bombarda la superficie con radiazioni letali, dunque, la vita complessa che abbiamo visto nell’ oceano, non poteva esistere sulla terraferma; ma a cinquanta km più in alto, dove i raggi entrano nell’atmosfera della terra, l’ossigeno incontra le radiazioni solari e si trasforma in un altro tipo di gas chiamato ozono, questo gas forma una copertura intorno al pianeta; uno strato che assorbe le radiazioni mortali. Nel giro di centoventi milioni di anni lo strato di ozono diventò più spesso bloccando sempre più radiazioni prima che raggiungessero la superficie terrestre; ora al riparo dalle radiazioni la vita fiorisce; le chiazze di muschio sono le prime piante terrestri e pompano altro

prime chiazze di muschio sulla terraPrime chiazze di Muschio sulla Terra

 

ossigeno; i suoi livelli crescono velocemente. Trecentosettantocinque milioni di anni fa nascono i primi strani pesci come il tiktaalik: il suo collo gli permetteva di alzarsi; usava le pinne come se fossero gambe ed usciva dall’acqua diretto verso la rigogliosa vita vegetale.

tiktaalikTiktaalik

 

Questo è uno dei momenti più importanti nella formazione del nostro pianeta, nel corso di quindici milioni di anni, queste creature chiamate tetrapodi si evolvono, sviluppano arti più forti e trascorrono più tempo fuori dall’acqua finché, trecentosessanta milioni di anni fa, fanno della terraferma la loro casa. E ‘da una creatura come questa che si evolveranno tutti i vertebrati quadrupedi, dinosauri, uccelli, mammiferi e infine noi.

terra alle origini (1)Terra all’origine

 

Abbiamo fatto molta strada; da una nuvola di roccia fusa e polvere fino a un pianeta blu e verde pullulante di vita; non ci sono ancora gli umani ma ci sono pesci, piante, libellule grandi come un’aquila (chiamate meganeure); ci sono millepiedi, ragni e tante altre creature. Queste creature chiamate artropodi sono tra le prime in assoluto ad aver messo piede sulla terra ferma. Ci siamo ritrovati in un mondo perduto abitato da giganti dove i millepiedi sono lunghi quasi 2 m e gli scorpioni hanno le dimensioni di un lupo; tutto ciò è dovuto all’ossigeno presente nell’atmosfera che dà modo al loro sistema respiratorio di essere più efficiente dando al loro corpo la possibilità di crescere. Ci sono persino specie di animali che depongono le uova come l’ilonomo, una creatura simile a una lucertola.

ilonomoIlonomo

 

L’uovo è un progresso evolutivo fondamentale, ora gli animali possono abbandonare l’acqua e conquistare la terraferma. Inesorabilmente con la vita arriva la morte; c’è così tanto materiale vegetale morto che si ammassa e si decompone in strati umidi e densi. Nel corso di centinaia di milioni di anni le rocce copriranno questi strati, il calore proveniente dal nucleo terrestre e la pressione delle rocce sovrastanti trasformeranno gli strati di piante morte in giacimenti di carbone, lo stesso carbone che oggi utilizziamo per riscaldare le nostre case o alimentare centrali elettriche. Dobbiamo aspettare altri 20 milioni di anni per vedere le piccole lucertole trasformarsi in rettili giganti; gli scutosauri (erbivori, lontani antenati delle tartarughe); i gorgonopsidi, perfette macchine preistoriche per uccidere (denti a sciabola, enormi dimensioni, istinto predatorio).

scutosauri (1)Scutosauri

 

gorgonopsideGorgonopsidi

 

Stiamo assistendo dunque ad un enorme passo nell’evoluzione, ma, ancora, sotto la superficie terrestre c’è un’enorme pressione, altissime temperature, fiumi di lava che dalle profondità della terra raggiungeranno, attraverso le fessure della crosta terrestre, la superficie della terra rendendola non più un paradiso lussureggiante, ma, un inferno senza vita.

superficie terrestre agli albori (3)Superficie terrestre agli albori

 

Gli scutosauri e i gorgonopsidi sono le prime vittime della più grande estinzione di massa che il mondo abbia mai visto; l’estinzione del permiano. La cenere, scaturita dalle eruzioni, soffoca e uccide gli animali in tutto il mondo; l’atmosfera diventa satura di anidride solforosa rilasciata dall’eruzione; quando piove il gas si trasforma in acido solforico che brucia tutto quello su cui cade. L’atmosfera, diventa tanto calda da riscaldare gli oceani e privarli della loro fonte di vita: l’ossigeno. Negli oceani le piante; i trilobiti; i predatori, muoiono tutti, tranne le alghe rosa che danno il colore rosa all’oceano.

oceani rosa (1)Oceano rosa

 

Niente, neanche il letto oceanico più profondo è al riparo; da estese sacche sotto il letto del mare fuoriesce il metano (che è un gas serra almeno 20 volte più letale del diossido di carbonio) che, fino a questo momento, era rimasto ghiacciato, ma, con l’innalzarsi della temperatura del mare, ha iniziato a sciogliersi e ad arrivare, dalle profondità, in superficie sotto forma di bolle che esplodendo lo hanno rilasciato nell’atmosfera.

bolle - gas metanoBolle – gas metano

 

Rilasciato nell’atmosfera questo potente gas fa innalzare ancora di più la temperatura fino a 40 gradi (6 gradi in più rispetto a prima delle eruzioni); ora perfino le creature che avevano resistito fin qui sono spacciate. Sono passati 500.000.000 di anni da quando sono iniziate le prime eruzioni e per tutto questo tempo, mezzo milione di anni, la lava ha continuato a fuoriuscire; in questo momento ricopre un’area vasta come gli Stati Uniti con uno strato di roccia fusa spesso 6 km; il 95% di tutte le forme di vita è stato distrutto. Siamo tornati al punto di partenza. Ora siamo a 200 milioni di anni fa dove c’è solo un super continente chiamato Pangea che si estende da un polo all’altro. Dopo il trauma dell’estensione di massa il pianeta sta guarendo: le temperature si sono stabilizzate, la pioggia acida

terra alle originiTerra alle origini

 

si è neutralizzata e torna la vegetazione. Si ha lo sviluppo di una nuova specie che dominerà il pianeta come nessun’altra in passato e futuro: i dinosauri. Si vedono, dunque, gli amosauri (che, come tutti i dinosauri, si sono evoluti da un piccolo gruppo di rettili sopravvissuti all’estinzione del permiano) che sono erbivori alti 4 m e mezzo;

amosauri (1)Amosauri

 

si vedono anche molti carnivori come i dilofosauri.

dilofosauroDilofosauro

 

I dinosauri hanno ripopolato la terra, ma, nessuna specie può domare questo pianeta irrequieto e imprevedibile, qui la crosta terrestre si sta assottigliando, emette lava tra scosse di terremoto come se fosse spinta da forze invisibili.

spaccamento della crosta terrestre 2 (2)Spaccamento della crosta terrestre

 

Centonovanta milioni di anni fa, il super continente Pangea si frattura; una vasta porzione di terra si allontana, crea una voragine che viene riempita da un nuovo oceano chiamato teti sul quale un giorno sorgerà il Medio Oriente; le correnti portano le sostanze nutritive verso le acque costiere lungo le aree che diventeranno Arabia Saudita, Iraq e Iran e queste sostanze attirano pesci a milioni i quali nel tempo moriranno e insieme al plancton ricopriranno il fondale oceanico; durante i prossimi dieci milioni di anni, strati di roccia, seppelliranno e riscalderanno le creature morte; pesci e plancton primordiali diventeranno petrolio (ogni litro di benzina nelle nostre automobili, ogni pezzo di plastica sul pianeta, la vernice sui nostri muri, il tappeto sotto i nostri piedi, perfino il sapone con cui ci laviamo, hanno quasi tutti avuto origine in questo modo).

strato di pesci e altro mortiStrato di pesci e plancton morti

 

Centoottanta milioni di anni fa, ancora più a ovest, la placca nordamericana continua ad allontanarsi da quella europea e asiatica, succede lentamente a circa 2 cm e mezzo all’anno.

allontanamento delle placche (2)Allontanamento delle placche

 

Montréal si allontana da Marrakech; New York dall’Africa occidentale; il mondo come lo conosciamo sta prendendo forma; l’abisso tra i due continenti si riempie creando un vasto oceano: l’Atlantico e nel mezzo un vulcano.

oceano atlantico - vulcani (2)Oceano atlantico

 

Il nostro mondo stava “reinventando sé stesso” e gli esseri che lo abitavano hanno dovuto adattarsi ed evolversi; esseri come gli ittiosauri hanno sviluppato le pinne e si sono trasferiti nell’ Oceano Atlantico.

ittiosauri (1)Ittiosauri

 

Gli ittiosauri sono lunghi 6 m, veloci, si muovono a circa 40 km orari; sono le creature più veloce dell’oceano, sono i predatori più efficiente e hanno dominato gli oceani terrestri per 50 milioni di anni, ma, non sono le uniche creature presenti, c’è anche il pliosauro: più lungo di un autobus, pesante come un camion; le sue mandibole sono immense oltre 8 volte più potenti di quelle dello squalo bianco e i suoi denti misurano 30 cm.

pilosauroPilosauro

 

La terra e le creature che l’abitavano sono cambiate fino a esseri irriconoscibili. Nel corso di milioni di anni, nonostante i continui cambiamenti del nostro pianeta, i dinosauri rimasero la specie predominante, niente sulla terra poteva minacciare il loro predominio, ma, un giorno, la minaccia venne dallo spazio; un immenso asteroide si dirigeva diritto verso la terra; aveva un diametro di circa 10 km; era più grande del monte Everest e viaggiava oltre 70000 km puntando il Golfo del Messico, appena al largo della penisola dello Yucatan; viaggiava così velocemente che bastava un battito di ciglia per perdersi l’impatto. Fù, infatti, una frazione di secondo a cambiare il mondo per sempre.

asteroide-impatto con la terraAsteroide – impatto con la terra

 

Al momento dell’impatto l’estremità superiore dell’asteroide era ancora alta circa 11000 m (la stessa altezza a cui vola un aereo di linea); l’asteroide colpì con una tale forza da distruggere tutto quello che incontrava; al momento dell’impatto esso si vaporizzò rilasciando l’energia pari a milioni di bombe nucleari; l’onda d’urto si propaga dalla zona dello schianto con la velocità di una scheggia. Qualche minuto dopo l’impatto, la terra era sotto attacco; da ogni direzione piovevano frammenti di roccia grandi quanto interi isolati;

frammenti di roccia che piovono sulla terra (2)Frammenti di roccia che piovono
sulla terra

 

i terremoti scuotevano la superficie e gli tsunami investivano le coste, ma, il disastro era solo all’inizio; la nuvola di roccia fusa e polvere si espandeva e sommergeva il pianeta; il cielo funzionava come una gigantesca lampada solare; la superficie terrestre si riscaldava fino a raggiungere 275 gradi; la vegetazione prendeva fuoco. Anche diversi mesi dopo l’impatto, fumo e cenere continuarono a bloccare i raggi solari. Le piante, non avendo la giusta energia solare, morirono e di conseguenza gli erbivori soffrirono la fame e morirono; solo i mammiferi che vivevano sotto terra sono riusciti ad evitare il calore e gli incendi e cibandosi di qualunque cosa, sono riusciti a prosperare. Sessantacinque milioni di anni fa l’impatto ha sterminato e incenerito i dinosauri, il loro regno, durato 165 milioni di anni, è terminato, ma, la scomparsa dei dinosauri è un’opportunità per un’altra specie: i mammiferi; questi sono gli inaspettati eredi dei dinosauri e mentre una storia finisce un’altra comincia. Con il campo libero dai dinosauri e il pianeta che man mano diventò sempre più tranquillo, i nostri antenati mammiferi si evolvettero. Quarantasette milioni di anni fa, soprattutto nei laghi, apparvero strane creature come la darwinius masille o Ida.

darwinius masille o Ida (5)darwinius masille o Ida

 

Questo non è come i mammiferi che abbiamo visto prima; i suoi occhi e il suo cervello sono più grandi. Nel tempo, queste creature, che abitavano molto spesso in laghi che si trovavano su un cratere vulcanico, furono uccise dai gas nocivi emanati dai vulcani.

darwinius masille o Ida (7)Gas nocivi emanati dai vulcani

 

placche che si avvicianoPlacche che si avvicinano

 

La placca indiana e quella asiatica sono strette in una presa Titanica, nessuna delle due riesce a prevalere; le due placche cominciano a deformarsi; quello che un tempo era un fondale oceanico si contorce lungo una linea di 2500 km; una Vasta catena montuosa s’innalza, alta all’inizio 1500 m, poi 4500 m ed ora oltre gli 8000 m; questa è la catena dell’Himalaya;

catena dell'Himalaya (3)Catena dell’Himalaya

 

ed eccola la montagna più alta di tutte: il monte Everest; la sua sommità raggiunge le correnti a getto;

monte Everest (3)Monte Everest

 

quando la neve delle cime si scioglie, alimenta grandi fiumi come il Gange e l’Indo che forniranno acqua

45

quasi alla metà della popolazione mondiale. Venti milioni di anni fa questo è il nostro pianeta con tutti i continenti e tutti gli oceani proprio come lo conosciamo; manca la razza umana. Perché gli umani si evolvano qualcosa deve cambiare. Lungo la costa dell’Africa Orientale, tra le placche che formano la crosta terrestre, si apre in una grande Vallata tettonica; si estende per quasi 6000 km; lungo i suoi margini si innalzano le montagne che crescono fino a creare una barriera impedendo all’umidità dell’Oceano Indiano di raggiungere la terraferma; il clima è più caldo è più secco la lussureggiante foresta pluviale diventa una savana; il nuovo clima più caldo modifica l’habitat delle creature, le costringe a cercare cibo altrove, a smettere di trascinare le nocche sul suolo come scimmie, ad alzarsi e a camminare su due piedi. È il passo più importante nella storia umana.

90

Sembra incredibile, il movimento casuale di due placche potrebbe aver dato il via ad una serie di eventi che hanno condotto ai primi umani chiamati homo erectus. Il clima cambia ancora; 70000 anni fa, i livelli del mare, si abbassano; lo spazio tra Africa e Arabia si riduce a soli 13 km; il Mar Rosso è stretto e poco profondo abbastanza da permettere agli Homo Sapiens di attraversarlo e lasciare l’Africa. Con il passare del tempo i nostri antenati si moltiplicano e si diffondono in Asia, India ed Europa, ma mentre gli umani si dirigono a nord un gigantesco ghiaccio viaggia verso sud Europa. Quarantamila anni fa i nostri antenati Homo Sapiens sono arrivati, ma, trovarono un mondo che cambiava rapidamente; fa più freddo; le piante sono distrutte dal gelo, i laghi sono ghiacciati; i cambiamenti naturali nell’orbita terrestre, nei livelli di diossido di carbonio e nel flusso di acqua calda intorno al pianeta, cospirano per abbassare la temperatura del pianeta; la terra e i suoi abitanti entrano in un era glaciale; i ghiacciai, alti come i grattacieli, crescono sull’emisfero nord di 30 cm al giorno; lentamente e con forza scolpiscono il paesaggio muovendosi su di esso e creando immense depressione. Il pianeta non tornerà mai più come prima. Ventimila anni fa, i ghiacciai rallentano fino a fermarsi. Per gran parte l’emisfero settentrionale è coperto da strati; il ghiaccio spesso fino a 2 km e mezzo con migliaia di miliardi di litri d’acqua trasformati in ghiaccio, è la causa dell’abbassamento dei i livelli del mare. Ventimila anni fa, inoltre, una striscia di terra emerge dall’Oceano tra la Siberia e l’Alasca; un ponte tra due vasti continenti; un passaggio che porta gli umani dall’Asia verso un nuovo mondo: l’America; è l’ultimo grande continente ancora da colonizzare; l’ultima grande migrazione umana. Quattordicimila anni fa i cambiamenti che hanno innescato l’era glaciale agiscono al contrario; ritirandosi il ghiaccio rivela un emisfero settentrionale molto diverso. I ghiacciai hanno scavato enormi depressioni che adesso si riempiono d’acqua per diventare i grandi laghi del Nord America. Seimila anni fa il ghiaccio si ritira fino ai poli l’Artico e l’Antartico. Dopo un viaggio di 4 miliardi e mezzo di anni ce l’abbiamo fatta siamo tornati a casa. Questo è il nostro mondo, il nostro tempo, ora, per la prima volta possiamo mettere insieme i pezzi dell’incredibile storia del nostro pianeta, possiamo capire come e perché ogni cosa che vediamo intorno a noi si trova qui oggi; dai cieli sopra di noi all’acqua ingrediente essenziale per la vita,  al suolo sotto i nostri piedi; è finalmente la vita il risultato spettacolare di una catena di catastrofi e coincidenze; ogni trionfo, ogni disastro è un passo lungo la strada che porta a casa; ma la storia della terra non finisce; sono successe tante cose, ma, ne verranno molte altre; la terra vivrà per almeno altri 4 miliardi e mezzo di anni; tutto quello che abbiamo visto nel nostro viaggio è solo metà della storia.

 

 

 

 

Storia del Pianeta Terraultima modifica: 2019-08-03T18:53:30+02:00da natura-uomo
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento