curarsi con le erbe

Curarsi con le piante

Nella “moderna” società contemporanea, troppo spesso ci dimentichiamo di rivolgerci alla Natura, con i suoi quattro miliardi di anni di sapere ed esperienza, come nostro mentore e fornitrice di cibo e riparo. Eppure, quando ce lo ricordiamo, scopriamo che ha le risposte e ci offre cure in abbondanza per i nostri mali, nutrimento per i nostri corpi, ricette per raggiungere la salute fisica, emotiva e spirituale. La nostra insegnante più profonda e ispiratrice, il nostro più grande modello, è fuori dalla porta di casa… e le sue lezioni di tutta una vita sono gratuite! E’ ora di riannodare questa relazione e usare questa saggezza antica e intuitiva per curare noi stessi e il Pianeta. L’uomo, fin dal principio della sua esistenza, quando ancora era Home Sapiens, ha usato il suo intelletto per sfruttare al meglio la natura e ricavarne tutto ciò che serviva per vivere. Nel tempo l’uomo si è evoluto; è riuscito ad arrivare a scoprire che la maggior parte delle piante servivano per curarsi. Sotto questo aspetto la natura diventò sempre più ispiratrice per l’uomo, fino ad arrivare ai nostri tempi più antichi dove il miele, ad esempio, era utilizzato, ed è utilizzato tutt’ora, per rimarginare le ferite e aiutare la guarigione in caso di tagli.

Il mieleMiele

 

Veniva utilizzato anche nel Medioevo durante i giochi cavallereschi, nelle vere battaglie e anche durante le guerre dei giorni nostri per aiutare il riavvicinamento dei lembi di una ferita. Il miele, infatti, è capace di unire i tessuti ed entrare nel taglio grazie ad una reazione enzimatica prodotta dagli zuccheri semplici contenuti. Le innumerevoli sostanze che si trovano nel miele, tra cui percentuali di propoli, hanno diverse funzioni utili alla guarigione dei tessuti danneggiati e in particolare hanno un’azione antibatterica molto efficace. La tecnica dell’uso del miele è semplice: è sufficiente spalmarlo sulla ferita e ricoprire tutta la profondità del taglio per poi bendare la zona per mantenerla pulita e protetta. Ovviamente il miele non è l’unica risorsa contro tagli, ferite e rimedi per cicatrizzare le ferite. Esistono piante come la piantaggine, la malva, l’altea e il lino che contengono sostanze naturali come la mucillagine e che venivano utilizzate come rimedio naturale di pronto soccorso immediato già nei tempi antichi.

La PiantagginePiantaggine
La MalvaMalva
L'AlteaAltea
Il LinoLino

Queste piante facevano parte dei rimedi tradizionali contadini in caso di piccole ferite o tagli che potevano accadere durante il lavoro o in altre situazioni, bastava raccogliere queste erbe che crescevano spontanee nei bordi dei campi coltivati; una volta preparate, venivano applicate sulle ferite per aiutare la cicatrizzazione. L’estrazione della mucillaggine poteva essere estemporanea e in questo caso si schiacciava la foglia fresca e la si applicava al momento oppure successivamente si estraevano le mucillagini attraverso la macerazione in acqua e si applicavano con un panno sulla zona lesa. Le mucillagini sono capaci di creare un film protettivo sul tessuto che fa da barriera in modo da evitare che sostanze esterne possano peggiorare le condizioni ed inoltre hanno proprietà antinfiammatorie meccaniche perché ammorbidiscono, leniscono e aiutano la rigenerazione delle cellule epiteliali. L’uomo, nel tempo, non imparò dalla natura solo a curare ferite, tagli o cicatrici, ma, anche malattie più gravi come lo scorbuto, affezione che, un tempo, colpiva inesorabilmente gli individui carenti di vitamina C. L’alimentazione odierna, più ricca e bilanciata, ha eliminato questa malattia, ma, questa antichissima pianta, viene ancora utilizzata per le sue proprietà diuretiche e leggermente lassative. L’uomo. Imparò a “curare” anche gli organi interni più importanti come il fegato; infatti, l’acetosella, una pianta perenne d’aspetto simile al trifoglio, veniva e viene usata per le sue proprietà depurative e decongestionanti per il fegato.

Oxalis acetosella

Le sue foglie sono diuretiche, astringenti, rinfrescanti, febbrifughe. Inoltre, tutta la pianta contiene acido ascorbico, biossalato di potassio, vitamina C e mucillagine. Usata esternamente serve a preparare rimedi per pelli arrossate e infiammate, dato il suo potere antinfiammatorio e decongestionante. Inoltre le foglie crude calmano la sete in caso di mancanza d’acqua e disinfettano le piccole ulcere del cavo orale. Ci sono, ovviamente, migliaia e migliaia di piante che servono per la “cura” del nostro corpo e per il nostro benessere ed alcune di queste vengono utilizzate anche in cucina come ad esempio l’aglio.

L'AglioAglio

L’aglio è un ottimo antiossidante e antibiotico naturale. Può essere utilizzato come vermifugo, combatte l’ipertensione, previene i raffreddori e migliora la memoria. Viene utilizzato moltissimo in cucina per insaporire i piatti. Quasi tutte le ricette che conosciamo hanno sempre l’aglio come base. Il basilico è un’altra pianta che ha un effetto stimolante e benefico sul sistema nervoso e muscolare e che viene utilizzata in cucina, ad esempio, per le conserve di pomodori o per preparare la famosa pasta e sugo o pasta asciutta dipende da come la si vuole chiamare.

Il BasilicoBasilico

 

Tante, tante altre piante commestibili come la cipolla, l’alloro, l’origano e chi più ne ha più ne metta,

La CipollaCipolla
L'AlloroAlloro
L'OriganoOrigano

vengono utilizzate in cucina, ma, che dire di quelle piante che hanno anche i frutti. Ebbene, l’uomo ha imparato a distinguere non solo le piante commestibili da quelle velenose o tanto tossiche da non poter essere utilizzate per l’uomo, ma, anche i frutti commestibili e utili alla sua salute come ad esempio: l’ananas, l’arancio amaro, l’albicocca e così via. L’ananas facilita l’assimilazione delle proteine favorendo il funzionamento dell’apparato digestivo ed eliminando il gonfiore e la dispesia che può derivare da una digestione difficoltosa.

L'ananasAnanas

E’ un ottimo antinfiammatorio e antiedemico, aiuta a sciogliere gli accumuli di liquido e siero dei processi infiammatori accelerando il riassorbimento. L’arancio amaro è ottimo per: coliche, diarrea e tosse cronica.

L'Arancio AmaroArancio Amaro

Le preparazioni ottenute dalla scorza dell’arancio amaro hanno proprietà digestive e antispasmodiche nei dolori di stomaco. In generale le foglie della pianta sono valide, in infuso, per tutti gli utilizzi sedativi. Dai fiori freschi si ottiene un’acqua distillata reperibile in farmacia, che, oltre ad avere proprietà aromatiche, è il costituente di molte preparazioni cosmetiche e decongestionanti. L’albicocca, molto energetica, agisce anche da equilibratore del sistema nervoso.

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Mangiata fresca è astringente e quindi utilizzata per calmare la diarrea; consumata quando è essiccata, ha proprietà lassative e viene usata per combattere la stitichezza.