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Strategie e istinti

Tutti gli animali, incluso l’uomo, adottano strategia e istinto per adattarsi e vivere anche nei luoghi più ostili del nostro meraviglioso pianeta. Si pensi, ad esempio, alla giraffa del deserto Namib; questa, grazie al suo istinto, riesce a trovare, in una distesa di due milioni di metri quadrati, gli alberi radicati in prossimità dei fiumi secchi. Le radici di questi alberi si trovano a 30 mt di profondità e da qui, sotto il letto del fiume, prendono tutta l’acqua che occorre per nutrirsi. Le foglie di questi alberi sono la salvezza per le giraffe del deserto che possono allungare il loro lungo collo e cibarsene. E’ da queste foglie che le giraffe ricavano l’acqua e le sostanze nutritive che gli garantiscono la vita in questa terra ostile.

Alberi Namib 1

Nel Namib anche i piccoli insetti come il pompilide hanno il loro istinto, ma, in questi c’è di più: la strategia. Per il pompilide la zona è così arida che l’unico luogo abbastanza umido dove deporre le uova è il corpo di un altro essere vivente. Questo piccolo insetto, ispeziona duna su duna alla ricerca delle tane dei ragni dorati, poi, trovata la tana, si mette a scavare con l’obiettivo di dissotterrare il ragno dorato al fine di utilizzarlo per il suo orribile scopo; ma non sempre ciò gli riesce; i ragni dorati hanno anche loro le strategie per garantirsi la vita, infatti, esso si arrotola e rotola lungo la duna così velocemente da sfuggire ad un’orribile fine. Allora il pompilide riprende la sua ricerca, ma, questa volta cerca non più un corpo, ma, un punto umido dove poter deporre le uova affidandosi completamente al suo istinto.

Pompilide

Ma non solo nel Namib ci sono animali in grado di sopravvivere grazie ad istinto e strategia; anche il Kalahari ospita una varietà enorme di specie animali e vegetali che ogni giorno lottano per sopravvivere in questo ostile deserto. Nei primi giorni di vita il Kalahari è molto pericoloso per i piccoli di struzzo.

i piccoli struzzi del Kalahari (4)

Gli struzzi adulti ricavano i liquidi di cui necessitano dal cibo, i piccoli invece, hanno bisogna di acqua. In questa terra arida è molto difficile trovare dell’acqua, ma, i genitori dei piccoli sanno dove andare. I cuccioli seguono i genitori lungo il deserto;

i piccoli struzzi del Kalahari (3)

sembra un viaggio suicida, ma, in realtà è il percorso che porta ad un enorme bacino, dove, circondata da un vasto strato di fango, l’acqua fresca sgorga dalle profondità del sottosuolo come un miracolo!!!. Giunti qui, i piccoli struzzi, devono fare i conti con un grande “traffico”: zebre, gnù, antilopi, giraffe e tanti altre specie di animali che vengono tutte per uno stesso motivo… dissetarsi.

i piccoli struzzi del Kalahari (1)

In questo enorme “traffico”, questi piccoli e fragili uccellini rischiano di essere calpestati, ma, istintivamente, aspettano pazientemente fin quando alla pozza si avvicinano i predatori. L’avvicinarsi dei predatori, fa scappare gli altri animali liberando la pozza e lasciando il via libera ai piccoli struzzi.

i piccoli struzzi del Kalahari (1)

Involontariamente i predatori fanno un favore agli struzzi, i quali, così, possono fare la prima bevuta della loro vita!!!!

i piccoli struzzi del Kalahari (2)

Il meccanismo che adottano i piccoli struzzi per riuscire a bere e quindi non morire in una terra arida come il Kalahari è un meccanismo istintivo, nessuno ha insegnato loro di aspettare i predatori e pure loro riescono ad intuire il momento giusto per aspettare e poi andare a bere. Ma, se questi piccoli struzzi devono fare un viaggio “suicida” pur di arrivare alla fonte della loro vita, il drongo del Kalahari deve studiare strategie infallibili per vivere quando, in inverno e all’alba, le temperature scendono ben oltre lo zero.

il drongo

Quando fa freddo le prede del drongo, cioè gli insetti volanti, non esistono, quindi il drongo se non vuole morire di fame deve escogitare un “piano”. Il drongo è l’animale più ingegnoso del Kalahari se non ci sono insetti che volano, riesce a strappare ai suricati vermi, scorpioni e tante altre succulente prede adottando uno stratagemma veramente straordinario. I suricati sono specialisti del deserto; dopo essersi riscaldati sotto il primo sole del mattino vanno in cerca della colazione (vermi, scorpioni, ecc…);

Suricati

ed è qui che il drongo può finalmente entrare in azione; dopo aver notato un’aquila che sta cacciando,

Acquila in cacciaAquila in caccia

 

i suricati (2)

 

il drongo (2)Drongo che emette segnale d’allarme
per ingannare i suricati

 

i suricati (3)Suricato in Fuga

 

prede (vermi, scorpioni, ecc…); il drongo, quindi, si fionda e riesce a procurarsi il “pranzo”.

Suricati e Drongo 1Drongo che si fionda sulla preda
del suricato mentre questo è in fuga

 

Drongo che si fionda sulla preda del suricato mentre questo è in fugaDrongo che si fionda sulla preda
del suricato mentre questo è in fuga

 

Drongo che si gusta la preda del suricato 1Drongo che si gusta la preda del suricato

 

Drongo che si gusta la preda del suricato 2Drongo che si gusta la preda del suricato

 

I suricati ci sono cascati!!!. Il drongo, ci riprova con lo stesso trucchetto, ma, i suricati, non sono stupidi e ci cascano una volta sola, così il drongo dovrà rinunciare alla sua seconda parte di “pranzo”, ma, questo

Suricato che difende la sua predaSuricato che difende la sua preda

 

ingegnoso uccello, non si arrende; vola sopra un albero e attende che i suricati si calmino,

Drongo 1

poi, all’improvviso, emette nuovamente il segnale; la sentinella dei suricati emette il segnale di pericolo; nessun suricato può ignorarlo e nuovamente, tutti quanti corrono a rifugiarsi e il drongo, ancora una volta, può gustarsi la sua ricompensa. Un gruppo di suricati raggirati da un uccello!!!!!.

Suricati 1

Abbiamo visto solo alcuni esempi di istinto e strategia utilizzati da alcuni animali; ne potremmo descrivere milioni e milioni, ma, il fatto resta: nessuna scienza al mondo, può spiegare questi fenomeni. Sono i misteri della natura che a mio parere rimarranno tali per sempre.